Thursday, 9 July 2015

Our Mission



L'attivismo delle donne è una grande risorsa per le comunità e la società intera. A livello locale, le donne stanno cambiando i modelli di vita per meglio adattarli ai numerosi cambiamenti a cui la crisi ci costringe. Le donne non sono solamente le depositarie delle tradizioni e del loro valore culturale ma sono anche un mezzo attivo di cambiamento. A livello internazionale, sempre più numerose le donne si pongono alla guida di campagne per i diritti umani o di denuncia per le ingiustizie. Sono donne visionarie che senza paura affrontano i giganti della finanza internazionale o le prepotenze delle mega corporazioni. Sono donne intellettuali che forgiano il Manifesto per la Nuova Economia per un Nuovo Mondo. Queste donne danno forma ad un agire femminile che tanto mancava nel mondo d'oggi. Ad esse Donna Reporter guarda con affetto e simpatia perchè ci mostrano come funziona  il modello d'agire femminile, perchè si attiva e il modo in cui si espande attraverso reti di collaborazioni e solidarietà. Le giovani donne d'oggi non saranno più costrette a rinunciare alla loro femminilità per adeguarsi, ad aspettare la maturità della mezza età per recuperare quanto hanno lasciato indietro, sepolto. Possono sin d'ora agire, fiere e intere, guardando alle loro sorelle maggiori di tutto il mondo.

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Women's activism is a huge resource to communities and societies worldwide. Women at local level are changing models of living to  better suit to a changing world. Women are not only the depositary of custom and cultural values, they are also an active means of change. At international level, more and more women are taking the lead of campaigns for human rights and against social injustice. Fearless visionaries, they face the giant powers of finance and the mega corporations. Intellectuals without frontiers, they are forging the Manifesto for the New Earth and the New Economy.
These women are moulding the pattern for a feminine agency which has been lacking for so long. Donna Reporter looks up at them because they are showing how women's agency works, why it works as it does and the way it expands and develops through cooperation and networking. The emerging pattern of women's agency- which we are covering- stands large before our very eyes and younger generations won't need any longer to borrow men ways, to renounce or reject their precious nature, to wait until middle age to find out their true strengtht. They can stay whole just looking up to their elder sisters all around the world.

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Tuesday, 30 June 2015

Una Donna Speciale




Lettera a Giovanna

Che dire, non capita tutti i giorni d'incontrare una persona speciale. Anzi, non capita quasi mai. Di rado nella vita. Quando succede è una festa, una festa del cuore e degli occhi. A me è successo e devo ringraziare il mio intuito per questo. Non conosco di persona Giovanna, ho conosciuto in internet il Trust da lei fondato con altre donne "Nel nome della donna" qualche anno fa, penso fosse il 2009, quando cercavo il modo di finanziare la pubblicazione del mio libro "Nuove eroine al cinema" che poi venne sposnsorizzato dal Centro Donna del comune di Venezia. Studiai perbene il sito del Trust di Giovanna e lo immagazzinai in un file della mia memoria da elefantessa. Ecco rispuntare il file quando nuovamente sul web mi sono imbattuta nella bella intervista a Giovanna che racconta la sua vita avventurosa a Marzia Vaccari di women.it Rimasi alquanto colpita dal suo spirito avventuroso e volitivo, mi sembrò l'incarnazione della dea Diana, una perfetta donna Artemide, indipendente e selvaggia che scorribanda nel mondo con al seguito uno stuolo di giovani donne. Quando poi venni a sapere della sua capacità di comprare edifici, restaurarli, allestirli e consegnarli tutti belli a norma di legge,ottenuta con grande fatica, alle donne d'Italia, allora ho pensato che Giovanna non era solo l'incarnazione di Artemide, ma anche della dea delle Arti e Mestieri, la bella Minerva che con scudo e elmo fronteggia con arguzia e strategia, il mondo degli uomini. Ha chiamato questi edifici alveare sono case per le donne, per ritrovarsi, per avere sostegno, per abitare insieme come nelle comuni degli anni Sessanta e Settanta. C'è un alveare a Milano, uno a Bologna e uno a Lecce. Sono costati tanti soldi, tanta fatica e una pazienza infinita per "essere a norma di legge" legge che invece di plaudire all'iniziativa sociale, s'è messa di mezzo a creare ritardi, intralci, ostacoli. Ma Giovanna non s'è lasciata smontare, ha ribattuto colpo su colpo ad ogni intralcio, tenace, Ha in sè l'energia di chi non fa per sè, ma per gli altri, ha l'energia della dea, appunto, che guida e va avanti. Pinkola Estes direbbe che ha l'energia della Donna Selvaggia. Giovanna è una donna unica, speciale, è per questo che vorrei dedicarle un'ode, una poesia, un tributo...un grazie con questo semplice post, per la sua donazione generosa al mio progetto, senza esitazione alcuna, senza conoscermi, solo perchè sono una donna che scrive su un blog Donna Reporter, a lei è bastato questo.



Friday, 26 June 2015

Giovanna Foglia

UNA SCELTA DI VITA


Quando conosci Giovanna Foglia e poi scopri che è del segno  dei Pesci, il segno dei mecenati nelle arti, dei benefattori, dei filantropi, allora tutto torna. Se poi ci aggiungi che è nata nel 1956, l'anno della Scimmia secondo il calendario cinese, che considera i nati sotto questo segno i più intelligenti e dotati negli affari, allora quello che ti racconta della sua vita, torna nel disegno delle stelle.
Giovanna è una donna speciale che mette le molte energie, la fantasia, lo spirito pratico e sopratutto il suo cospicuo patrimonio al servizio della causa delle donne."Perchè?" le chiedo "da dove viene questa scelta?" la risposta non si fa attendere:"Perchè le donne sono quelle che hanno meno soldi e meno possibilità; a peggiorare le cose poi c'è l'invidia diffusa che ci mette l'una contro l'altra. Aiutare le donne è una scelta di campo ma in realtà significa aiutare la società intera a migliorare. Sono diventata femminista da giovanissima ma allora non avevo soldi per realizzare granchè a livello collettivo, ho potuto farlo solo quando ho messo in piedi il Trust". E si, perchè Giovanna è l'ideatrice del Trust "Nel nome della donna" che sviluppa poi con l'aiuto di altre socie a partire dal 2004. Il Trust vuole aiutare concretamente le donne finanziando le loro idee e progetti, ben sapendo quanto sia difficile per le donne l'accesso al credito bancario. Il fondo è stato istituito grazie ai soldi di Giovanna che ad un ceto punto vende le sue proprietà in Messico, dove per 15 anni impara il mestiere di "costruttora di case", ma il vero giro di volta si ha tre anni fa quando eredita il patrimonio dal padre e nelle sue parole "lì mi sono finalmente scatenata". Per scatenata Giovanna intende dire, nell'acquisto di stabili adibiti alla vita collettiva delle donne, ristrutturati, allestiti e alla fine dotati di un Comitato di Gestione. Giovanna li ha chiamati "Alveari" nome metaforico, simbolico ma anche di buon auspicio. [Fine prima puntata]



Tuesday, 17 March 2015

Dear Vandana



“I practice what I believe in and I’m giving”

Fiorella Connie Carollo
“I’ve never built my reputation, I’ve just done what needed to be done. I’ve lived by my consciousness and I’ve lived a life of integrity and practicing what I’ve believed in…and I’m giving. Of course this has seemed as a big threat to a system that doesn’t believe in integrity that buys whatever you want: you want a journalist you buy a journalist, you want a scientist you buy one, you want a politician you buy a politician. So when everything is bought they cannot deal with someone that doesn’t buy and sell but give.” That’s Vandana’s answer to my question how was she able to become one of the ten most influential people in Asia considering that at the starting line all she got was being highly educated and having a family that supported her but, on the other hand the downside was her being a woman and an Indian. How did she manage not being crushed or overwhelmed by what she call the “system”, meaning the giant food corporations that want to substitute farmers and become the one and only food producers in the world. Corporations which have been under Vandana’s attack for the last twenty five years, attacked in her speeches, a thousand or so, because Vandana is a tireless lecturer flying worldwide, attacked in her books, seventeen so far, because she’s a prolific writer, too. Eventually, her battles against Monsanto  have been rewarded last 25th May, when about million people marched to protest against the giant of transgenic seeds in fifty countries around the world. Today in Ubud, central Bali, Vandana is clad in a sari of a  brilliant green maybe because she’s going to talk about seeds and protecting nature or maybe she chose it in honour of the beautiful hills that loom up against the stunning scenario around Neka Museum. As usual from behind her chignon some pendants peep out jolly, the sari and the tikala, the red spot between the eyebrows, are the symbols of her being Indian that she always displays wherever her activism takes her. This grand mama of the world recalls another grand of recent past, Bapu Gandhi, like him she has entirely devoted herself to a mission impossible: ”I made a decision long time ago, to devote my life to the safeguard of the Earth.” We ‘re talking here about a remarkable super-mama on a mission and ready for anything. Highly educated, trained as a philosopher and also as a scientist, Vandana has a winning strategy on her side: being raised by a mother passionate follower of Gandhi, Vandana has known since an early age that David can win Golilah, no doubt about that truth, because to her, like to  many Indians, that actually is a fact rather than a truth. The only question is: it took thirty years to Gandhi to defeat the British Empire, how many years will need Vandana to win over the food Corporations?
[to continue] 
[leggi il reportage nella sezione "I Reportage"]



Dichiarata da Asian Week una tra i cinque comunicatori più influenti dell' Asia e "eroe ambientalista" dal Time Magazine attualmente sta collaborando con il Governo del Bhutan su un progetto triennale di sostenibilità ambientale. Ha collaborato a numerosi progetti in Italia e Spagna e dal 1991 ha fondato Navdania un movimento per la difesa della biodiversità che ha coinvolto 70.000 contadini, fondato 34 banche dei semi in 13 stati dell'India, promosso azioni per la difesa della terra, la conservazione dei semi, dei sistemi tradizionali di coltura e dal 2004 in collaborazione con il famoso Shumacher College in U.K ha attivato un college internazionale per il vivere sostenibile. Al suo attivo ha più di 21 pubblicazioni e numerosi riconoscimenti tra cui uno anche dalla Presidenza italiana. Scienziata, fisica, ambientalista, scrittrice e attivista Vandana è un'irriducubile portavoce in difesa dei contadini contro la politica del colosso Monsanto, nonchè portavoce sugli effetti deleteri della globalizzazione che lei chiama "la morte della democrazia".
Dobbiamo uscire dalla mitologia della crescita che ci tiene tutti intossicati. Dobbiamo incominciare a riconoscere l'importanza del sapere e dei sistemi di produzione del passato. Dobbiamo incominciare ad ascoltare i piccoli produttori, i piccoli venditori, il dettagliante, il contadino, il pescatore perchè loro costituiscono la maggior parte degli uomini e delle donne. In questo modo avremo la vera ressurrezione della diversità e delle piccole economie a basso impatto per la terra ma ad alto impatto per la sicurezza ed il futuro delle persone.




italian masala: Vandana e i semi: . Se una multinazionale agroalimentare volesse trasformare l'indipendenza dei contad...

Monday, 5 January 2015

Ibu Robin


 Per un’intatta capacità d’amare
“Le ricerche dimostrano che i bambini nati senza trauma godono di una intatta capacità d’amare e avere fiducia.”. Il primo a metterlo per iscritto è stato il chirurgo ostetrico e ricercatore Michael Odent nel suo libro più famoso La scientificazione dell’amore (1999) che ha ispirato molte donne europee a ricorrere ai centri di nascita naturale e molte ostetriche a lasciare gli ospedali per darsi alla nascita dolce. E’ a questo ostetrico visionario che dobbiamo la creazione della vasca per il parto in acqua e delle camere tranquille per partorire in ambito ospedaliero, le stesse che usa nei suoi centri per la nascita dolce, l’ostetrica americana Ibu Robin che quest'autunno è stata impegnata in un il giro di conferenze in Europa, Italia inclusa. Nominata nel 2011 Eroe dell’anno dalla rete televisiva CNN per il lavoro che conduce in Indonesia con le cliniche che ha fondato, a Bali nel 1995 e nel 2005 nella zona dello tsunami in Aceh, Ibu Robin ha fatto suo il pensiero di Michael Odent, che le ho sentito spesso ripetere, a cui aggiunge: “Ho fatto mio l’obiettivo di contribuire alla nascita di un mondo di pace curando amorevolmente la venuta al mondo di un bambino alla volta. Voglio assicurarmi che ogni bambino abbia intatta la sua futura capacità d’amare e possa così essere una persona che contribuisce a costruire un mondo buono” Utopie? Buoni propositi difficilmente realizzabili? Ibu Robin e Michael Odent non sono gli unici a pensarla a questo modo.  E’ vero che la loro battaglia sembra titanica, il piccolo Davide contro il gigante Golia, ma Gandhi c’ha insegnato che è possibile.  [Fiorella Connie Carollo]

to be continued...


Robin Lim, soprannominata l'ostetrica guerrigliera, di base a Bali-Indonesia- ma anche nelle zone dello tsunami in Aceh e del terremoto in Haiti, è " CNN Hero of the Year 2011"


Grazie alle tante persone che l'hanno votata, con una serrata campagna a Ubud-Bali dove le strade erano tappezzate di poster con "Vote Ibu Lim as Cnn Hero of the Year" e una vasta campagna via web, Ibu Lim ce l'ha fatta e con i soldi del premio 30.000 dollari potrà ampliare la clinica Bumi Sehat.

Robin Lim, cittadina americana di origini filippine, vive a Ubud, Bali dal 1994 e vi risiede come ostetrica. Qui ha fondato la clinica Bumi Sehat in seguito alle numerose richieste di aiuto che le pervenivano dalle donne incinte dell'isola, dove la mortalità per complicanze era molto diffusa.

Grazie al suo impegno, a quello delle persone che lavorano con lei, donne indonesiane, e delle donatrici che le sostengono, si è creata una rete estesa di ostetriche addestrate a lavorare in ogni condizione per permettere alle donne di partorire con grazia e alle famiglie di stare loro vicino.

Leggi Il Reportage "Una giornata alla Bumi Sehat"e anche la sezione "Storie dal mondo" su questo blog


Guarda il video dove Ibu Lim spiega gli inizi del suo impegno come ostetrica e come lavora oggi