Friday, 12 April 2013

Tibet Il paese delle donne dai molti mariti

Giuseppe Tucci 1936 



"Povere donne tibetane:graziose e sempre sorridenti quando sbocciano alla primavera della vita, a trent'anni sono già curve e disfatte: privazioni, lavoro, cibo scarso le fanno prematuramente sfiorire, e allora tutto quello che c'è di brutto e di ripugnante nei lineamenti mongoloidi viene in primo piano sulla loro maschera grinzosa. Ma finchè sono giovani godono del pochissimo che la vita può loro offrire su queste terre: allegre e spensierate, quasi consce del loro rapido trapassare. Di mariti quasi tutte ne hanno più di uno, perchè in Tibet vige ancora [il grassetto è mio] il costume della poliandria.
Una ragazza sposa non solo il suo fidanzato ma insieme con lui tutti quanti i suoi fratelli e, come se ciò non bastasse, può anche prendersi una specie di assistente, un marito più o meno legale che, essendo scelto per capriccio o per più o meno valide ragioni, finisce presto per diventare la persona più autorevole di questo strano regime familiare.
I figli, in mezzo a tanti padri, non sanno distinguerli che in rapporto all'età: e così essi sono gli unici al mondo ad avere un padre seniore e dei padri iuniori. Ma con tutto ciò una grande armonia regna in queste famiglie che non conoscono il tarlo della gelosia o il furore delle passioni. I mariti hanno i loro turni e si avvicendano con rassegnata sottomissione ai voleri della loro signora che di fatto gode di una grande autorità, accresciuta da quello spiccatissimo senso di economia e da quella naturale tendenza a dirigere, amministrare, comandare che è vivissima nelle donne tibetane. Così viva che quando i grandi dignitari prendono in appalto una provincia-in Tibet le province e le prefetture si prendono in appalto, come da noi la costruzione di un palazzo o di una strada- essi mandano quasi sempre la moglie a disbrigare il non facile ufficio, mente essi attendono ad altri negozi.

[tratto dal bel libro Il paese delle donne dai molti mariti edito dalla casa editrice Neri Pozza di Vicenza nel 2005 che raccoglie gli articoli scritti da Tucci nel corso degli anni sul Tibet e il Nepal, e che prende il nome da uno di essi, quello da cui ho tratto la citazione a pag.228  ]


courtesy of Sofie Brabant

Monday, 8 April 2013

Women Writing Culture




Quotes from "Women Writing Culture" eds. Ruth Behar, Deborah Gordon, 1995
Women Writing Culture leggi l'introduzione


On the much praised landmark book  "The Mad Woman in the Attic" by Sandra Gilbert and Susan Gubar:

Sandra Gilbert and Susan Gubar produced a bible-sized tome The Mad Woman in the Attic in which they suggested that women writers in the ninetheen century wrote in the face of deep fears-about being unable to create,unable to become precursors, unable to overcome their distrust of authority. As "daughters" receiving the tradition from stern literary "fathers" who viewed them as inferiors, women attempting the pen struggled in isolation that they felt like illness, alienation that they felt like madness. Yet in writing their agoraphobia and hysteria into literature, they create a female literary subculture that empowered other women writers. [page 15 ]

Photo: courtesy of Sofie Brabant

I Nuovi Matriarcati


Donne creatrici di cultura


Se la Nuova Antropologia delle Donne negli anni '70 e '80 aveva liquidato la questione del Matriarcato con un "non è mai esistito" e comunque come una questione mal posta, il vero quesito divenne a quel punto: "Che cosa si intende per potere?"e poi ancora: "La natura del potere è degna di nota solo quando si esplica nell'ambito politico? E allora che cosa ne è di tutti gli altri ambiti della vita, quelli sociali, economici, religiosi, spirituali, di identità culturale? Non sono essi altrettanto importanti ed essenziali al benessere comune?"e ancora: "Possiamo mantenere la definizione classica di potere come il dominio dell'uomo sull'altro? E' veramente questo il potere?"
Man mano che sempre più numerose e competenti si fecero le donne antropologhe sul campo, più dettagliata si fece la ri-lettura teorica. Sulla questione del matriarcato si è spesa anche la più eminente delle nostre antropologhe Ida Magli con una monografia  Matriarcato e Potere delle donne(1982). 
Oggi abbiamo bisogno di nuovi paradigmi per affrontare la questione considerato che sempre più numerose sono le ricerche condotte sul campo sulle società odierne che sono riuscite a preservare un modello matrilineare, alcune scritte da eminenti antropologhe-come l'americana Peggy Reeves Sanday- che hanno studiato ormai per decenni sul campo società come I Minangkabau in Sumatra, gli Irochesi del Nord America, i Moso nello Yunnan,Cina, e gli Zapotec in Messico. Il corpo di studi è tale da permetterci di trarre conclusioni e delineare la struttura dei Nuovi Matriarcati:
Fiorella Carollo


1) Cina provincia dello Yunnan al confine con il Tibet:
Nel Paese delle donne: i Moso. intervista a Francesca Rosati Freeman

video di sky tg24 sui Moso


2) Indonesia, isola di Sumatra, Minangkabau Maatriarcaat:
Guarda il video dell'antropologa Peggy Reeves Sanday:

3) Si sono tenuti tre Simposi Internazionali (nel 2003 ,2007 e 2011) organizzati dal team di ricerca tedesco della International Academy Hagia , su quello che è diventato un vero e proprio nuovo campo di ricerca,  Modern Matriarchal Studies:
The Second World Congress on Matriarchal Studies


photo courtesy of Sofie Brabant