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Showing posts from 2013

Elizabeth Gilbert: Your elusive creative genius

L'autrice di "Mangia Prega Ama" si trova alle prese con la scrittura del libro che dovrà eguagliare il successo stratosferico  "the freakish success" come lo definisce lei, del suo bestseller. Ce la farà?
Ecco la sua riflessione sul significato della creatività e come sia fuori luogo continuare a vederla come la
bestia nera dello scrittore.


Intanto noi sappiamo che il suo libro è uscito, ovviamente non ha eguagliato il successo del precedente ma è un libro onesto, la riflessione-ricerca dell'autrice, riluttante sposa, sul significato del matrimonio.

Aung San Suu Kyi

video conferenze di Aung San Suu Kyi per la BBC nel 2011



1)  Aung San Suu Kyi lecture on Freedom 5 June 2011
2)  second lecture at bbc "on dissent"transcripts/2011_reith2.pdf 3)  transcript-aung-san-suu-kyi-press-conference with british prime minister cameron in his visit to burma

Freedom from fear: "It's not power that corrupts, but fear. Fear of losing power corrupts those who wield it and fear of the scourge[flagello] of power corrupts those who are subject to it.

One of the prizes she was awarded was the Nobel Peace Prize in 1991.The statement of the Nobel Committee read:“The Norwegian Nobel Committee has decided to award the Nobel Peace Prize for 1991 to Aung San Suu Kyi of Myanmar (Burma) for her non-violent struggle for democracy and human rights. …Suu Kyi’s struggle is one of the most extraordinary examples of civil courage in Asia in recent decades. She has become an important symbol in the struggle against oppression… In awarding the Nobel Peace Prize for 1…

Chernobyl babushka

Holly Morris è una produttrice tv, americana di Seattle, scrittrice, giornalista e adesso anche documentarista. Nel 2006 ha vinto un premio per l'articolo-inchiesta sulla comunità di donne quasi tutte ottuagenarie che da 25 anni vive nella Zona Contaminata di Chernobyl nonostante il divieto delle autorità che hanno dichiarato la zona inabitabile a causa delle radiazioni. Spinte dal richiamo della loro terra d'origine hanno lasciato 25 anni fa i villaggi in cui erano state rilocate assieme a 1200 altre persone che sono successivamente morte e hanno fatto ritorno alle loro case. Sono le sopravvissute all'olocausto nucleare grazie ad uno spirito indomabile, ad un senso profondo di che cosa è giusto seguire nella vita: il proprio cuore. A differenza della maggior parte dei sopravvissuti di Chernobyl non soffrono di depressione ma affrontano con dedizione, giorno dopo giorno, le difficoltà della loro dura vita. Queste donne dalla fibra non comune nacquero negli anni Trenta dur…

Cristina Wistari Formaggia artista-performer tra le culture: "Non è chiaro il perché io sia divenuta paladina di questa avventura, preservare una danza che sta disparendo, cogliere gli ultimi scintillii di un’antica bellezza per fissarli nel tempo. Ho amato quest’isola enormemente come mai nessun altro posto. Questa terra ha rappresentato per me la quintessenza dell’arte e della sua sacralità." [1994]

Ricorreva il 19 luglio l'anniversario della morte improvvisa di Cristina, avvenuta nel 2008. Vorrei ricordarla con questo post e questa bella intervista che è stata caricata nel 2012, con mia grande gioia perchè mi permette di aver un ricordo di Cristina che non sia solo nella mia mente. Non voglio aggiungere nulla di quello che è stato detto su di lei in modo molto più appropriato del mio, voglio solo ricordare la sua figura di artista transculturale, dedicata alla sua arte e alla sua "missione" di preservare le forme originali del teatro danza Balinese, molto apprezzate anche in occidente. Cristina è un esempio di quanto può fare un artista quando si fa ponte tra le culture, dove questo fare è a beneficio sia della cultura che l'ha accolta che quella in cui è nata. E tante altre ancora. Selamat Jalan Cristina leggi questa presentazione del lavoro di Cristina scritta dall'ufficio stampa del museo internazionale delle marionette di palermo
Che emozione leggere q…

attivista afgana malalai Joya ex deputata

Femen

is coming: the bare-breasted feminist group who want London women to go topless in the name of political protest


vai all'articolo sull Evening Standard 27esimaora.corriere.it/articolo/alda-merini-la-proto-femen-che-ci-piace-di-piu/
Le Famen hanno attualmente 12 sezioni e più di 300 membri attivi in Europa, Canada e Brasile. Sono nate nel 2008 in Ucraina per protestare contro il sessismo, la prostituzione e lo sfruttamento delle donne nell'ex-Unione Sovietica. Il loro quartier generale è a Parigi. La loro leader di punta è Shevchenko, rifugiata politica in Francia, che ha ottenuto diversi riconoscimenti anche ufficiali dalla stampa francese: la rivista Madame Figaro l'ha quotata tra le 20 donne iconiche del mondo. A chi le chiede perchè protesta a seno nudo risponde:"I seni delle donne sono un chiaro simbolo della lotta delle donne. Abbiamo così reclamato i nostri corpi" FC

Jane Austen

Grazie alla mobilitazione di un'attivista inglese la Bank of England ha stampato sulle nuove banconote l'immagine di Jane Austen al posto di Charles Darwin


La blogger inglese Caroline Criado-Perez di soli 29 anni, è riuscita a sollevare una campagna per fare pressione sulla Banca d'Inghilterra affinchè ponesse sulle nuove banconote da 10 sterline l'immagine di una donna. Come reazione ha ricevuto centinaia di Tweet molesti. Il caso Austen su Twitter… E voi volete il «tasto» per denunciare i violenti? vai al suo sito
27esimaora.corriere.it/articolo/boicottare-twitter-per-un-giorno-oppure-raddoppiare-i-tweet-per-denunciare-gli-abusi-non-solo-contro-le-donne-twittersilence-o-shoutingback/




Laura Bates è una giovanissima attivista inglese di 26 anni che ha lanciato la campagna Everyday Sexism Project per denunciare l'uso di immagini e contenuti su Facebook che incitano alla violenza sulle donne. Finalmente FB ha rilasciato uno dei suoi rari comunicati riconoscendo la validit…

5th World Conference on Women

Woman's work : Columbia Journalism Review

Woman's work : Columbia Journalism Review

Quest'articolo in inglese scritto da Francesca Borri corrispondente di guerra da Aleppo in Siria per una testata italiana che lei non nomina, pubblicato il 1 luglio online, tra le altre cose, denuncia i capiservizi dei giornali che mandano i reporter freelance in prima linea per la modica cifra di 70 euro al pezzo senza alcuna copertura assicurativa!!!! La denuncia di questa giovane donna di 33 anni che ha comunque già al suo attivo due libri reportage sul Kosovo e sulla Palestina, è a dir poco avvilente. Le reazioni all'articolo scritto in inglese sono state di decine e decine di posts che hanno per lo più espresso la loro solidarietà a Francesca, numerosi complimenti per il coraggio, la sua denuncia, numerosi gli inviti a scrivere per testate all'estero e lasciar perdere il giornalismo italiano. Pochissimi i post denigratori, alcuni invece di critica articolata. Infine alcuni colleghi giornalisti le ricordano che il suo lavor…

Sudanese Activist Lubna Hussein writer and women's rights campaigner, who asked to go to trial after being arrested for wearing trousers

Arundhati Roi

Sex trafficking

Activist Somaly Mam. Cambodian anti-sex-trafficking campaigner. 
Rescuing women from brothels and supporting their recovery 

Leggi l'articolo sul Guardian



Imma Vitelli

Ho scoperto del tutto casualmente l'esistenza di questa giovane "giornalista in prima linea" Imma Vitelli di origini lucane. Ho letto la sua rubrica su Marie Claire dal titolo "Cronache baldanzose di vite diverse dalla nostra inviata al centro delle cose e dei sentimenti"  !!!?? Che bella dichiarazione: c'è già tutto lo spirito di Imma nell'aggettivo baldanzoso e c'è una dichiarazione di priorità e intenti in quel al centro delle cose uno stile di vita e poi che dire di quei sentimenti !! Quanto coraggio metterli così vicino al centro delle cose, dar loro una dignità che in chi fa il suo mestiere, reporter anche di guerra, non gli attribuisce e li sacrifica sul grande altare dell'ob-biet-ti-vi-tà.




Arundhati Roy

Attivista-Scrittrice Arundhati Roy in Zuccotti park New York


arundhati roy on zuccotti park in italian



Alice Paul (1885-1977) & Margaret Fell (1614-1702)

Raised in a Quaker famil, Alice Paul-the 1900s sufragette- showed a strong sense of purpose, a determination that I belive came from the very nature of Quaker practice. 
The first Quakers lived in mid-XVI century in England and like others dissenting protestant groups of that time broke away from the established Church of England. From the beginning Quaker women played a great role in defining Quakerism, as a matter of fact, one of the founder was a woman Margaret Fell known as "The Mother of Quakerism", a traveling Quaker minister for sometimes, in 1664 she was sentenced to life imprisonment and the loss of her house for allowing Quaker meetings to be held in her home. She defended herself by saying: "As long as The Lord blessed her with a home, she would worship him in it.". During the four years she spent in prison she wrote a pamphlet on women religious leadership "Women speaking justified"  a careful exegesis of Scriptures in which she mainteins the …

Politics of Hope

"People don't take stock of how much the world has changed, they can become attached to their powerlessness and all too comfortable with despair. If you tell people that they can't change anything then it's safe for them to go home and watch sitcoms. But if you tell people that they're responsible for what the world is like, they have to do something."


The politics of Hope is THE answer to the politics of Fear. Is the only Practice that could undermine the pervasive feeling of distrust and renounce that many of us display in their daily jobs. Hope, like Faith, is a driving power, a source of energy and strength, it gives you vigour and desire to act. When Hope is on your side, you feel you can have an impact on the world around. Hope is such a great thing! No wonder it is so little valued: then you need to shift from that very comfy position of the poor victim to that of the powerful doer. FiorellaCarollo

articoli su rebecca
more rebecca
articolo in italiano di…

Indonesian Heroine

Indonesian Women's Emancipation : Not only Kartini 



UWRF CELEBRATE ITS TENTH ANNIVERSARY HONOURING R.A.KARTINI

From Darkness to Light titled this year edition of Ubud Writers and Readers Festival to honour R.A. Kartini the well-known Indonesian heroine. After Kartini died aged 25 (1879-1904), Dutch Abendanon collected the many letters Kartini wrote to her pen friends in the Neatherland in which her deep insights about women rights, education and emancipation stands out and have continued to be inspirational to many modern Indonesians. That collection bears the meaningful title of From Darkness to Light. R.A Kartini has gained her status as National Heroine thanks to Sukarno who declared 21st April, her birthday, national holiday but she is not the only Indonesian to be such a remarkable woman. Many unsung indonesian women deserve such a recognition. Like West Sumatrans Rohana Kudus (1884-1972) first Indonesian female journalist and Rasuna Said (1910-1965) first Indonesian woman Min…

Ayu Utami : scrittrice e attivista

Saman (1998) scritto da Ayu Utami

Mi viene da pensare che per Ayu come per altre donne asiatiche-penso all'indiana Arundhati Roi- scrivere ed essere attivista, cioè portavoce di interessi locali calpestati, dev'essere tutt'uno. Queste donne alzano ...la penna per difendere e denunciare realtà che stanno scomparendo a causa di poteri più grandi, leggi multinazionali, che hanno comprato i governi in nome del progresso economico.
I loro libri sono scritti in forma di romanzo, ma non sono solo storie di fantasia, si tratta invece di vere e proprie denunce di realtà sommerse, evidentissime alle comunità o alle persone che le subiscono mute, ma totalmente ignorate dalla comunità internazionale.
Quando Saman uscì nel 1998, pochi mesi prima della caduta di Suharto, fu subito al centro di una polemica per il contenuto poco consono ad una scrittrice, per l'aperto argomentare su sesso, sfruttamento clandestino delle foreste, distruzione indiscriminata del patrimonio naturale dell…

economia della felicità

"L'Economia della Felicità"  documentario pluri-premiato del 2011


Prodotto e presentato da Helena Norberg-Hodge, analista economica, linguista fluente in sette lingue, autrice del libro "Ancient Future" pubblicato in Italia da Arianna Editrice e ristampato nell'aprile 2013, Helena parte dalla sua ventennale eperienza in Ladakh-una regione del Kashmir soprannominata "Il piccolo Tibet- per raccontare gli effetti dell'economia globale così come l'hanno sperimentata comunità isolate come i Ladakhi ma come la stiamo sperimentando anche noi paesi dell'occidente.
Helena assieme ad altri studiosi, lavora in concerto con il re del Bhutan-il piccolo stato himalayano- per mettere a punto le coordinate di una possibile società basata su un'economia del benessere piuttosto che sul prodotto nazionale lordo.  Come ci spiega Helena, l'idea del Prodotto Nazionale della Felicità (in inglese GNH) fu proprio del re del Bhutan, che ai funzionari della …

Giovanna Foglia una ex teorica - praticante del nomadismo che ha messo radici in modi interessanti

Tibet Il paese delle donne dai molti mariti

Giuseppe Tucci1936 



"Povere donne tibetane:graziose e sempre sorridenti quando sbocciano alla primavera della vita, a trent'anni sono già curve e disfatte: privazioni, lavoro, cibo scarso le fanno prematuramente sfiorire, e allora tutto quello che c'è di brutto e di ripugnante nei lineamenti mongoloidi viene in primo piano sulla loro maschera grinzosa. Ma finchè sono giovani godono del pochissimo che la vita può loro offrire su queste terre: allegre e spensierate, quasi consce del loro rapido trapassare. Di mariti quasi tutte ne hanno più di uno, perchè in Tibet vige ancora [il grassetto è mio] il costume della poliandria. Una ragazza sposa non solo il suo fidanzato ma insieme con lui tutti quanti i suoi fratelli e, come se ciò non bastasse, può anche prendersi una specie di assistente, un marito più o meno legale che, essendo scelto per capriccio o per più o meno valide ragioni, finisce presto per diventare la persona più autorevole di questo strano regime familiare. I f…

Women Writing Culture

Quotes from "Women Writing Culture" eds. Ruth Behar, Deborah Gordon, 1995
Women Writing Culture leggi l'introduzione


On the much praised landmark book  "The Mad Woman in the Attic" by Sandra Gilbert and Susan Gubar:

Sandra Gilbert and Susan Gubar produced a bible-sized tome The Mad Woman in the Attic in which they suggested that women writers in the ninetheen century wrote in the face of deep fears-about being unable to create,unable to become precursors, unable to overcome their distrust of authority. As "daughters" receiving the tradition from stern literary "fathers" who viewed them as inferiors, women attempting the pen struggled in isolation that they felt like illness, alienation that they felt like madness. Yet in writing their agoraphobia and hysteria into literature, they create a female literary subculture that empowered other women writers. [page 15 ]

Photo: courtesy of Sofie Brabant

I Nuovi Matriarcati

Donne creatrici di cultura

Se la Nuova Antropologia delle Donne negli anni '70 e '80 aveva liquidato la questione del Matriarcato con un "non è mai esistito" e comunque come una questione mal posta, il vero quesito divenne a quel punto: "Che cosa si intende per potere?"e poi ancora: "La natura del potere è degna di nota solo quando si esplica nell'ambito politico? E allora che cosa ne è di tutti gli altri ambiti della vita, quelli sociali, economici, religiosi, spirituali, di identità culturale? Non sono essi altrettanto importanti ed essenziali al benessere comune?"e ancora: "Possiamo mantenere la definizione classica di potere come il dominio dell'uomo sull'altro? E' veramente questo il potere?" Man mano che sempre più numerose e competenti si fecero le donne antropologhe sul campo, più dettagliata si fece la ri-lettura teorica. Sulla questione del matriarcato si è spesa anche la più eminente delle nostre antropologhe I…